L'associazione 'Città Meticcia' aderisce e parteciperà alla manifestazione regionale antirazzista di domani 18 Aprile dalle 15 in Piazza San Antonio a Pisa.
La manifestazione è stata indetta dalle comunità senegalesi della toscana, per protestare contro il decreto anti-borsoni dell'amministrazione pisana, subito ha allargato le sue adesioni e i suoi contenuti. Sarà una grande manifestazione antirazzista, contro il pacchetto sicurezza e il delirio securitario, per i diritti di tutti e tutte, contro la costruzione di un CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione, ex-CPT) in Toscana.
Siamo profondamente convinti che nè i senegalesi coi borsoni, nè i migranti in generale siano un pericolo per la convivenza pacifica, il pericolo è il razzismo, sia nelle sue espressioni soggettive, sono quotidiane le aggressioni e i pestaggi contro il diverso (migrante, gay, alternativo che sia), sia nelle sue espressioni istituzionali, prima causa dei comportamenti soggettivi. Il pacchetto sicureza è razzista, il decreto anti-borsoni è razzista, il decreto sul "decoro" urbano di Firenze è razzista. Ma la Toscana non è un paese per razzisti!
No al pacchetto sicurezza.
No ai CIE, nè in Toscana nè altrove.
Contro la crisi, congelare i permessi di soggiorno ai migranti che perdono il posto di lavoro.
L'appuntamento a Empoli è alle 13.15 alla stazione dei treni, dove attenderemo il treno che arriva da Firenze con i fratelli e le sorelle del movimento di lotta per la casa fiorentino.
lunedì 13 aprile 2009
18 Aprile Manifestazione a Pisa
giovedì 2 aprile 2009
Non c'è sicurezza senza diritti - No al pacchetto sicurezza
Il governo vuole approvare il "Pacchetto sicurezza", una serie di norme razziste e discriminatorie verso le fasce sociali più deboli.
L’ingresso ed il soggiorno irregolare diventeranno reato. Chi è senza permesso di soggiorno rischierà la denuncia del medico curante, non potrà riconoscere un figlio, sposarsi, inviare i soldi ai familiari nei paesi di origine. Sarà ostacolato il rinnovo del permesso di soggiorno, e forse sarà aggiunta una tassa di 200euro. Sarà più difficile ottenere la residenza anagrafica, essa sarà negata , con tutti i diritti che ne conseguono (dall'accesso alla sanità pubblica, al diritto di voto), ai senza fissa dimora, italiani o stranieri che siano; verrà limitato il ricongiungimento familiare.
Sono norme che con la sicurezza non c'entrano: favoriranno la criminalizzazione degli immigrati, richiederanno ingenti fondi economici a soli scopi repressivi, provocheranno l’esclusione sociale di migranti e poveri, alimenteranno l'insicurezza, la paura e il razzismo.
Anche se non ancora approvate stanno già producendo i loro effetti: la paura della denuncia ha provocato un sensibilissimo calo delle richieste di prestazioni sanitarie da parte di stranieri; a Napoli al fatebenefratelli il 31 marzo è stata denunciata Kante, per aver partorito all'ospedale pubblico avendo il permesso di soggiorno scaduto; gli episodi di razzismo e intolleranza sono ormai quotidiani in Italia. Tutto ciò si aggiunge ad una legge Bossi-Fini che lega indissolubilmente il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. In tempi di crisi economica e di licenziamenti questo significa trasformare migliaia di lavoratori e famiglie migranti in clandestini.
Saremo Sabato 4 aprile dalle 17 in Piazza della Vittoria a Empoli, contro il pacchetto sicurezza e per lanciare la grande mobilitazione regionale di Sabato 18 aprile a Pisa.
Invitiamo le associazioni e le forze politiche e sociali solidali ad aderire a questo appello e partecipare all'iniziativa, soprattutto a prendere posizione contro questi provvedimenti: sarebbe una cosa molto utile negli ospedali e nei pronto soccorso per esempio.
- No al pacchetto sicurezza!
- Contro la clandestinità per l’emersione dei migranti da anni in Italia ma ancora irregolari!
- Basta stragi nei mari, c’è bisogno di prevedere canali di ingresso regolari!
- Come misura anti-crisi vogliamo almeno la sospensione della Bossi-Fini!
- No ai CIE, né in Toscana né altrove!
L’ingresso ed il soggiorno irregolare diventeranno reato. Chi è senza permesso di soggiorno rischierà la denuncia del medico curante, non potrà riconoscere un figlio, sposarsi, inviare i soldi ai familiari nei paesi di origine. Sarà ostacolato il rinnovo del permesso di soggiorno, e forse sarà aggiunta una tassa di 200euro. Sarà più difficile ottenere la residenza anagrafica, essa sarà negata , con tutti i diritti che ne conseguono (dall'accesso alla sanità pubblica, al diritto di voto), ai senza fissa dimora, italiani o stranieri che siano; verrà limitato il ricongiungimento familiare.
Sono norme che con la sicurezza non c'entrano: favoriranno la criminalizzazione degli immigrati, richiederanno ingenti fondi economici a soli scopi repressivi, provocheranno l’esclusione sociale di migranti e poveri, alimenteranno l'insicurezza, la paura e il razzismo.
Anche se non ancora approvate stanno già producendo i loro effetti: la paura della denuncia ha provocato un sensibilissimo calo delle richieste di prestazioni sanitarie da parte di stranieri; a Napoli al fatebenefratelli il 31 marzo è stata denunciata Kante, per aver partorito all'ospedale pubblico avendo il permesso di soggiorno scaduto; gli episodi di razzismo e intolleranza sono ormai quotidiani in Italia. Tutto ciò si aggiunge ad una legge Bossi-Fini che lega indissolubilmente il permesso di soggiorno al contratto di lavoro. In tempi di crisi economica e di licenziamenti questo significa trasformare migliaia di lavoratori e famiglie migranti in clandestini.
Saremo Sabato 4 aprile dalle 17 in Piazza della Vittoria a Empoli, contro il pacchetto sicurezza e per lanciare la grande mobilitazione regionale di Sabato 18 aprile a Pisa.
Invitiamo le associazioni e le forze politiche e sociali solidali ad aderire a questo appello e partecipare all'iniziativa, soprattutto a prendere posizione contro questi provvedimenti: sarebbe una cosa molto utile negli ospedali e nei pronto soccorso per esempio.
- No al pacchetto sicurezza!
- Contro la clandestinità per l’emersione dei migranti da anni in Italia ma ancora irregolari!
- Basta stragi nei mari, c’è bisogno di prevedere canali di ingresso regolari!
- Come misura anti-crisi vogliamo almeno la sospensione della Bossi-Fini!
- No ai CIE, né in Toscana né altrove!
martedì 10 febbraio 2009
Festa di presentazione di "Città Meticcia"
Inizia la campagna di tesseramento per l'anno 2009. La nostra Associazione, composta da cittadini italiani e stranieri, è nata dal percorso tracciato ad Empoli dallo sportello sociale organizzato dai Cobas Empoli-Valdelsa e dal collettivo OrdaPrecaria ed ha tra i suoi obbiettivi la promozione e la tutela dei diritti dei migranti. La festa di presentazione è fissata per venerdì, 13 febbraio, presso gli spazi del CS Intifada in via 25 aprile a Ponte a Elsa. A partire dalle 20 nella frazione empolese si terrà una cena sociale in cui presenteremo la neonata associazione. La serata sarà animata poi dalle 22.30 da musica afro-etnica con Dj Farhid.
lunedì 9 febbraio 2009
NO AL PACCHETTO SICUREZZA
Di sicuro c'è solo il razzismo. Questo si può dire sul ddl 733 passato in senato giovedì 5 febbraio. E' chiamato pacchetto "sicurezza", ma tutto fa meno che dare sicurezza.
Discriminazione, stigmatizzazione di noi migranti, esclusione di una parte della società dalla cittadinanza. Questo decreto di legge costruisce una cittadinanza di tipo escludente, è un attacco diretto ai poveri, italiani e migranti.
La sicurezza di cui parla è pura retorica, siamo di fronte ad una legge dal profondo valore simbolico, spesso inattuabile, dagli effetti drammatici e per molti versi imprevedibili.
Il testo prevede la soppressione dell'art. 35 del Testo Unico (T.U.) sull'immigrazione, che disponeva il divieto di segnalazione dei migranti irregolari da parte del personale medico ed ospedaliero. Benché molte associazioni e sindacati ospedalieri si siano dichiarati contrari ad ogni atto di delazione ("siamo medici e infermieri, non siamo spie", s'intitola una campagna di Medici Senza Frontiere) i risvolti saranno molto gravi, tantissimi irregolari avranno paura presentandosi al Pronto Soccorso di essere espulsi, dunque non ci andranno, almeno finché la malattia non si aggrava. Delle donne che praticano l'aborto nelle strutture sanitarie il 30-40% sono migranti, ed è facile immaginare che effetti può avere questo provvedimento nei confronti delle donne irregolari... Oltre che un rischio maggiore per la salute soggettiva di queste persone ne conseguirà anche una difficoltà maggiore (ed una spesa maggiore) per tutto il sistema sanitario nazionale che dovrà intervenire per curare malattie in stato più avanzato di gravità, e un rischio anche per la salute dell'intera collettività.
Una vera e propria sovra-tassa sui poveri è questo "contributo" che dovremmo pagare per il rilascio/rinnovo del Permesso di Soggiorno: da 80 a 200 euro per ogni pratica (per il rilascio di un PdS spesso già scaduto alla consegna) da sommarsi, ci teniamo a ricordarlo, alle 72 euro che già erano previste.
Simbolica e perversa è le disposizione che introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare, anche se di fronte all'impossibilità di incarcerare centinaia di migliaia di persone (che spesso lavorano nei campi, nelle fabbriche, nei cantieri, nelle case in tutta Italia) la sanzione prevista è una semplice, seppur costosissima, multa.
Vengono inasprite tutte le norme legate al favoreggiamento dell'ingresso irregolare, non vengono invece minimamente toccate le sanzioni per quanto concerne gli sfruttatori. Chi, nello sfruttamento di situazioni di soggiorno irregolare, trarrà ingiusto profitto (chi impiega lavoratori irregolari sottopagati) non vedrà aggravata la sua situazione.
Sarà richiesta per l'iscrizione o la variazione della residenza anagrafica la certificazione dell'idoneità alloggiativa. Moltissime abitazioni, anche tra quelle reperibili dietro lauto compenso nel mercato privato, non sono idonee. Ecco uno dei provvedimenti che andranno a intaccare i diritti dei cittadini migranti, dei comunitari e degli italiani. I senza casa, ma non solo, anche chi non ha una casa "idonea", si vedrà così tolta l'iscrizione all'anagrafe, e con essa il diritto all'accesso al servizio sanitario pubblico, e a tutti quei diritti minimi necessari per poter avere una vita degna.
Ci chiedono l'esibizione del PdS per tutti gli atti di stato civile, togliendo così agli irregolari anche la possibilità di riconoscere un figlio per esempio, la possibilità di sposarsi, anche se il matrimonio tra "clandestini" con le normative precedenti non implicava l'accesso al Permesso di Soggiorno.
La vera emergenza in Italia è il razzismo, e questo governo, forte di un clima di delirio securitario generalizzato, lo alimenta discriminando i migranti. In nome della sicurezza si vuole scaricare sui migranti il prezzo di una crisi economica globale diventata ormai ingestibile. Il governo e le parti sociali alleate stanno gestendo la crisi sul piano mediatico spettacolare prestando il fianco nell'individuare il migrante come nemico comune, pericoloso e che compete nella spartizione delle briciole.
Crediamo che questo nefasto ddl, produrrà clandestinità, farà diventare irregolare chi ora non lo è, pensiamo a chi, cittadino straniero, perderà il posto di lavoro a causa della crisi che stiamo vivendo. Il PdS è legato indissolubilmente al contratto di lavoro dunque chi si troverà in questa situazione rischierà di essere espulso. Ma noi non siamo braccia, siamo uomini e donne, famiglie, i nostri bambini vanno a scuola, siamo parte del tessuto sociale ed economico, vogliamo essere protagonisti nella costruzione del futuro arginando il razzismo che si sta diffondendo e affermando nuovi diritti per tutte e tutti.
L'associazione Città Meticcia aderisce alla rete contro il pacchetto sicurezza (http://nopacchettosicurezza.noblogs.org): vorremmo organizzare una mobilitazione territoriale, lo vorremmo fare con tutte le associazioni, organizzazioni, movimenti e singoli cittadini che condividono le preoccupazioni che questa legge ci da.
Crediamo che un'assemblea territoriale per discutere ed organizzarci sia necessaria, proponiamo domenica 15 febbraio, per costruire una mobilitazione sabato 21 febbraio, in sintonia con altre sugli stessi temi a livello nazionale.
Invitiamo inoltre tutta la cittadinanza e l'associazionismo a venirci a trovare venerdì 13 alla festa di presentazione dell'associazione "Città Meticcia", dall'aperitivo in poi con cena e musica etnica, presso gli spazi del centro sociale Intifada in via 25 aprile n. 1 a Ponte a Elsa.
Discriminazione, stigmatizzazione di noi migranti, esclusione di una parte della società dalla cittadinanza. Questo decreto di legge costruisce una cittadinanza di tipo escludente, è un attacco diretto ai poveri, italiani e migranti.
La sicurezza di cui parla è pura retorica, siamo di fronte ad una legge dal profondo valore simbolico, spesso inattuabile, dagli effetti drammatici e per molti versi imprevedibili.
Il testo prevede la soppressione dell'art. 35 del Testo Unico (T.U.) sull'immigrazione, che disponeva il divieto di segnalazione dei migranti irregolari da parte del personale medico ed ospedaliero. Benché molte associazioni e sindacati ospedalieri si siano dichiarati contrari ad ogni atto di delazione ("siamo medici e infermieri, non siamo spie", s'intitola una campagna di Medici Senza Frontiere) i risvolti saranno molto gravi, tantissimi irregolari avranno paura presentandosi al Pronto Soccorso di essere espulsi, dunque non ci andranno, almeno finché la malattia non si aggrava. Delle donne che praticano l'aborto nelle strutture sanitarie il 30-40% sono migranti, ed è facile immaginare che effetti può avere questo provvedimento nei confronti delle donne irregolari... Oltre che un rischio maggiore per la salute soggettiva di queste persone ne conseguirà anche una difficoltà maggiore (ed una spesa maggiore) per tutto il sistema sanitario nazionale che dovrà intervenire per curare malattie in stato più avanzato di gravità, e un rischio anche per la salute dell'intera collettività.
Una vera e propria sovra-tassa sui poveri è questo "contributo" che dovremmo pagare per il rilascio/rinnovo del Permesso di Soggiorno: da 80 a 200 euro per ogni pratica (per il rilascio di un PdS spesso già scaduto alla consegna) da sommarsi, ci teniamo a ricordarlo, alle 72 euro che già erano previste.
Simbolica e perversa è le disposizione che introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare, anche se di fronte all'impossibilità di incarcerare centinaia di migliaia di persone (che spesso lavorano nei campi, nelle fabbriche, nei cantieri, nelle case in tutta Italia) la sanzione prevista è una semplice, seppur costosissima, multa.
Vengono inasprite tutte le norme legate al favoreggiamento dell'ingresso irregolare, non vengono invece minimamente toccate le sanzioni per quanto concerne gli sfruttatori. Chi, nello sfruttamento di situazioni di soggiorno irregolare, trarrà ingiusto profitto (chi impiega lavoratori irregolari sottopagati) non vedrà aggravata la sua situazione.
Sarà richiesta per l'iscrizione o la variazione della residenza anagrafica la certificazione dell'idoneità alloggiativa. Moltissime abitazioni, anche tra quelle reperibili dietro lauto compenso nel mercato privato, non sono idonee. Ecco uno dei provvedimenti che andranno a intaccare i diritti dei cittadini migranti, dei comunitari e degli italiani. I senza casa, ma non solo, anche chi non ha una casa "idonea", si vedrà così tolta l'iscrizione all'anagrafe, e con essa il diritto all'accesso al servizio sanitario pubblico, e a tutti quei diritti minimi necessari per poter avere una vita degna.
Ci chiedono l'esibizione del PdS per tutti gli atti di stato civile, togliendo così agli irregolari anche la possibilità di riconoscere un figlio per esempio, la possibilità di sposarsi, anche se il matrimonio tra "clandestini" con le normative precedenti non implicava l'accesso al Permesso di Soggiorno.
La vera emergenza in Italia è il razzismo, e questo governo, forte di un clima di delirio securitario generalizzato, lo alimenta discriminando i migranti. In nome della sicurezza si vuole scaricare sui migranti il prezzo di una crisi economica globale diventata ormai ingestibile. Il governo e le parti sociali alleate stanno gestendo la crisi sul piano mediatico spettacolare prestando il fianco nell'individuare il migrante come nemico comune, pericoloso e che compete nella spartizione delle briciole.
Crediamo che questo nefasto ddl, produrrà clandestinità, farà diventare irregolare chi ora non lo è, pensiamo a chi, cittadino straniero, perderà il posto di lavoro a causa della crisi che stiamo vivendo. Il PdS è legato indissolubilmente al contratto di lavoro dunque chi si troverà in questa situazione rischierà di essere espulso. Ma noi non siamo braccia, siamo uomini e donne, famiglie, i nostri bambini vanno a scuola, siamo parte del tessuto sociale ed economico, vogliamo essere protagonisti nella costruzione del futuro arginando il razzismo che si sta diffondendo e affermando nuovi diritti per tutte e tutti.
L'associazione Città Meticcia aderisce alla rete contro il pacchetto sicurezza (http://nopacchettosicurezza.noblogs.org): vorremmo organizzare una mobilitazione territoriale, lo vorremmo fare con tutte le associazioni, organizzazioni, movimenti e singoli cittadini che condividono le preoccupazioni che questa legge ci da.
Crediamo che un'assemblea territoriale per discutere ed organizzarci sia necessaria, proponiamo domenica 15 febbraio, per costruire una mobilitazione sabato 21 febbraio, in sintonia con altre sugli stessi temi a livello nazionale.
Invitiamo inoltre tutta la cittadinanza e l'associazionismo a venirci a trovare venerdì 13 alla festa di presentazione dell'associazione "Città Meticcia", dall'aperitivo in poi con cena e musica etnica, presso gli spazi del centro sociale Intifada in via 25 aprile n. 1 a Ponte a Elsa.
mercoledì 7 gennaio 2009
Basta al genocidio perpetrato da Israele - Sabato 10 Gennaio Presidio
Agire, agire subito. Un presidio per non dimenticare, per far emergere la verità, per dire basta al genocidio che si sta perpetrando da 60 anni portato avanti dallo Stato di Israele.
Abbiamo scelto di organizzare un presidio sabato 10 gennaio ad Empoli, dalle 17 in piazza della Vittoria, per ribadire la nostra presenza sul territorio, per rilanciare la lotta e la voglia di reagire, in una città che per troppo tempo è stata nel silenzio e nell’ipocrisia, devastata dal cancro consumista e dall’omologazione voluta dai governanti.
La nostra mobilitazione pertanto non va in contrapposizione a quella regionale di Firenze, della quale appoggiamo piattaforma ed idee.
C’era una volta uno stato sionista di Israele che minacciò il popolo palestinese con il proprio olocausto.
C'era una volta un’organizzazione delle nazioni unite a servizio di un genocidio impunito.
Immaginate che i più potenti governi del mondo promettano ad Israele appoggio incondizionato.
Svegliatevi, gridate ai vostri governanti che non ci rappresentano, che non li rispetterete fin quando non dimostrino che i loro gesti e tutte le bugie servono per qualcos’altro che non sia perpetuare la morte di innocenti; se quando ci salutano sorridenti noi vediamo solo le loro mani pulite è perché, oltre ad assassinare loro, a noi stanno rubando l’anima.
Condanniamo lo stato criminale di Israele, condanniamo la Nato, colpevoli di aggredire i popoli del mondo, condanniamo i mostri multinazionali che usano la guerra, perché i loro successi commerciali sono sporchi di sangue innocente.
Non vogliamo guerra tra popoli e pace tra le classi.
Siamo solidali con la resistenza del popolo palestinese, vogliamo giustizia!
Viva la Palestina libera.
Abbiamo scelto di organizzare un presidio sabato 10 gennaio ad Empoli, dalle 17 in piazza della Vittoria, per ribadire la nostra presenza sul territorio, per rilanciare la lotta e la voglia di reagire, in una città che per troppo tempo è stata nel silenzio e nell’ipocrisia, devastata dal cancro consumista e dall’omologazione voluta dai governanti.
La nostra mobilitazione pertanto non va in contrapposizione a quella regionale di Firenze, della quale appoggiamo piattaforma ed idee.
C’era una volta uno stato sionista di Israele che minacciò il popolo palestinese con il proprio olocausto.
C'era una volta un’organizzazione delle nazioni unite a servizio di un genocidio impunito.
Immaginate che i più potenti governi del mondo promettano ad Israele appoggio incondizionato.
Svegliatevi, gridate ai vostri governanti che non ci rappresentano, che non li rispetterete fin quando non dimostrino che i loro gesti e tutte le bugie servono per qualcos’altro che non sia perpetuare la morte di innocenti; se quando ci salutano sorridenti noi vediamo solo le loro mani pulite è perché, oltre ad assassinare loro, a noi stanno rubando l’anima.
Condanniamo lo stato criminale di Israele, condanniamo la Nato, colpevoli di aggredire i popoli del mondo, condanniamo i mostri multinazionali che usano la guerra, perché i loro successi commerciali sono sporchi di sangue innocente.
Non vogliamo guerra tra popoli e pace tra le classi.
Siamo solidali con la resistenza del popolo palestinese, vogliamo giustizia!
Viva la Palestina libera.
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